C’è un momento, quando frughi tra vecchie copertine impolverate, in cui ti chiedi se quel cartoncino un po’ consumato possa nascondere un piccolo tesoro. E negli anni ’70, tra tutte le storie di musica e controcultura, ce n’è una che oggi fa letteralmente tremare i polsi ai collezionisti.
Il singolo che oggi “spacca” il mercato
Se parliamo di vinili anni Settanta più ricercati e preziosi, il nome da ricordare è uno: “God Save the Queen” dei Sex Pistols, nello specifico la versione originale A&M. È quella che, in condizioni eccellenti, può arrivare a 15.000-20.000 euro.
Perché proprio questa? Perché non è solo un disco, è un pezzo di storia del punk intrappolato in un 45 giri: pubblicazione travagliata, copie ritirate, pochissimi esemplari rimasti davvero “puliti” e autentici. Risultato: domanda altissima, offerta minuscola.
Cosa fa davvero salire (o crollare) il prezzo
Nel collezionismo non vince “il disco famoso”, vince il disco raro, verificabile e conservato bene. E spesso basta un dettaglio a cambiare tutto.
Ecco i fattori che pesano di più:
| Fattore | Perché conta | Effetto tipico sul valore |
|---|---|---|
| Rarità | Tiratura limitata, ritiro dal mercato, promo | Può moltiplicare la quotazione |
| Condizioni (Mint, Near Mint) | Graffi, usura, rumore di fondo | Una copia Mint può valere anche 10 volte |
| Completezza | Copertina originale, eventuali inserti | Senza, spesso si perde una fetta importante |
| Provenienza | Storia chiara, acquisto documentabile | Riduce il rischio di falsi |
Un’idea semplice, ma decisiva: due copie “uguali” sulla carta possono avere prezzi lontanissimi solo per via della copertina o di un vinile che al primo ascolto fruscia come un camino.
Come riconoscere la vera A&M (e non cadere nei falsi)
Qui si entra nella parte più delicata, quella che di solito ti fa trattenere il fiato. La versione A&M di “God Save the Queen” è stata oggetto di ristampe, riproduzioni e falsi più o meno credibili. Per orientarti, serve un controllo a più livelli, non un solo indizio.
Checklist pratica (senza farsi prendere dalla fretta):
- Etichetta: deve riportare chiaramente il marchio A&M e l’impaginazione tipica dell’epoca (molti falsi “sbagliano” font e spaziature).
- Codici e incisioni: nel tratto vicino al centro (la cosiddetta area “runout”) spesso trovi sigle e numeri incisi. Devono essere coerenti con una stampa originale, non stampati “in superficie”.
- Qualità di stampa della copertina: colori, nitidezza, taglio del cartoncino. Le riproduzioni moderne a volte sembrano “troppo perfette” o, al contrario, hanno neri impastati e definizione bassa.
- Coerenza complessiva: vinile, sleeve, odore e invecchiamento naturale. Una copertina nuova con un disco “vissuto” (o viceversa) merita domande.
- Provenienza: se possibile, meglio quando c’è una storia credibile (collezione privata, primo proprietario, documentazione fotografica dettagliata).
Se un venditore non accetta foto ravvicinate di etichetta, bordo, e incisioni, è un segnale da leggere con attenzione.
Altri vinili anni ’70 che fanno gola ai collezionisti
Anche senza arrivare alle cifre del singolo dei Sex Pistols, gli anni Settanta sono una miniera. Alcuni esempi che ricorrono spesso nelle valutazioni:
- Progressive rock italiano: Area “Arbeit Macht Frei” fino a circa 2.500 euro, Le Orme “Ad Gloriam” fino a 3.000 euro, Lucio Battisti “Amore e non amore” può superare i 4.000 euro in condizioni eccellenti.
- Grandi prime stampe internazionali: prime edizioni particolarmente ricercate di David Bowie, Pink Floyd e Black Sabbath (qui la differenza la fanno paese di stampa, anno, e dettagli di copertina).
Valutare un vinile senza farsi illusioni (o svendersi)
Un errore comune è pensare: “È vecchio, quindi vale”. In realtà vale se è prima stampa, raro e ben tenuto. Per una stima più solida, le guide di settore (come cataloghi che raccolgono migliaia di titoli con quotazioni) aiutano a capire il range, mentre i mercati online mostrano la distanza tra prezzo richiesto e prezzo a cui davvero si vende.
La verità che ho imparato col tempo è questa: il vinile giusto non è solo un oggetto, è un incrocio perfetto tra storia, scarsità e condizione. E nel caso di “God Save the Queen” A&M, quell’incrocio è così raro che, ancora oggi, fa battere forte il cuore a chiunque lo trovi davvero autentico.




