Il 1,25 lire Michetti: il francobollo antico che oggi può sorpresa re il mercato

Capita di aprire un vecchio album, o una scatola di buste ereditate, e sentire quel brivido: “E se qui dentro ci fosse qualcosa che oggi vale davvero?”. Nel mondo dei francobolli, succede più spesso di quanto sembri, soprattutto con alcune emissioni italiane di inizio Novecento. E tra queste, il 1,25 lire Michetti è uno di quei nomi che, quando compare, fa drizzare le antenne.

Perché proprio il 1,25 lire Michetti può “muovere” il mercato

Il suo potere non sta solo nella cifra facciale, ma nell’incrocio fra storia postale, qualità artistica e una rarità che non è assoluta, ma molto “sensibile” alle condizioni. In pratica, lo stesso valore può essere quasi comune in versione vissuta e diventare sorprendente quando è perfetto, ben centrato, con gomma integra e una provenienza chiara.

In più, la domanda è stabile: collezionisti di Regno d’Italia, specialisti della serie, appassionati di varietà e di usi su busta. Tutti, prima o poi, ci passano.

Un passo indietro: la serie Michetti e il suo fascino

La serie ordinaria “Michetti a destra” nasce nel clima di modernizzazione dei primi del Novecento e raffigura Vittorio Emanuele III con un’impostazione grafica riconoscibile e, per l’epoca, molto elegante. Dal 1906 fino agli anni Venti la serie attraversa ritocchi, cambi cromatici, carte diverse e adattamenti alle necessità postali.

È un terreno perfetto per chi ama la Filatelia: ogni dettaglio può cambiare la percezione, e talvolta il valore, di un esemplare.

Che cos’è, concretamente, il 1,25 lire “finale” (1924-1925)

Quando si parla di 1,25 lire Michetti collocato intorno al 1924-1925, spesso ci si riferisce alle emissioni della fase conclusiva, talvolta anche a versioni particolari come il 1,25 lire su 10 lire Floreale (indicazioni e numerazioni possono variare fra cataloghi, per esempio Sassone o Unificato).

Alcune caratteristiche ricorrenti che entrano subito nel radar del collezionista:

  • Formato tipico attorno ai 20×24 mm (a seconda della tipologia specifica).
  • Tonalità dell’inchiostro con sfumature che, a occhio esperto, fanno la differenza.
  • Dentellatura e margini, cruciali per la resa estetica.
  • Presenza su busta d’epoca, che spesso “racconta” un uso postale più raro del francobollo sciolto.

Quanto può valere oggi? La regola d’oro è: condizioni, condizioni, condizioni

Qui entra in gioco la parte che sorprende: non è un francobollo “sempre raro”, è un francobollo che diventa importante quando è giusto.

Indicazioni orientative, senza sostituire una perizia o un catalogo aggiornato:

  • Esemplari usati comuni: possono partire da pochi euro, soprattutto se timbro pesante, margini stretti o difetti.
  • Nuovi con gomma integra (★★): qui la scala cambia, e l’interesse aumenta molto, specialmente con centratura gradevole.
  • Varianti o soprastampe: anche quando non parliamo di cifre astronomiche, possono emergere realizzi in asta superiori a quelli che ci si aspetterebbe, proprio perché la domanda è “di nicchia” ma determinata.
  • Insiemi e serie: alcune serie complete dell’epoca, in qualità altissima, vengono quotate a livelli notevoli. Questo trascina anche i singoli valori quando sono in stato eccellente.

Piccola tabella per orientarsi (molto semplificata)

Tipo di esemplareCosa incide di più“Effetto mercato”
Usatoqualità del timbro, difettispesso accessibile
Nuovo con linguellafreschezza e segni di maneggiomedio interesse
Nuovo gomma integra (★★)gomma, centratura, assenza difettiforte interesse
Su bustatariffa, destinazione, data, rarità d’usopossibile sorpresa

Come riconoscere un pezzo “da attenzione” senza farsi illusioni

Se lo trovi in un album o lo stai valutando per un acquisto, guarda questi punti, con calma:

  1. Gomma: deve essere originale e non “rigenerata”. La brillantezza e la texture contano.
  2. Centratura: anche un piccolo decentramento può ridurre molto l’appetibilità.
  3. Integrità: denti mancanti, pieghe, assottigliamenti, macchie, sono penalizzanti.
  4. Provenienza: su busta, una tariffa coerente e una data plausibile rendono l’oggetto più “solido”.
  5. Catalogo e perizia: Sassone e Unificato danno un linguaggio comune, ma per i pezzi migliori una firma o un certificato fanno la differenza.

La “sorpresa” finale: perché continua a interessare

Il 1,25 lire Michetti non è solo un francobollo, è una piccola fotografia di un’Italia che cambia, tra estetica ufficiale e quotidianità postale. E il mercato, oggi, premia proprio questo: storia verificabile, qualità alta e quel pizzico di rarità relativa che trasforma un oggetto “possibile” in un oggetto desiderato. Se ne hai uno tra le mani, la sorpresa non è garantita, ma è assolutamente possibile, e spesso si gioca tutta nei dettagli.

Redazione Riso News

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