Ti arriva una notifica mentre sei in coda al supermercato, o magari la sera, quando hai finalmente cinque minuti per respirare. “Rimborso disponibile”, “Credito fiscale in scadenza”, “Buono postale aggiornato”. Il testo sembra credibile, urgente, quasi premuroso. E proprio lì sta il trucco: il messaggio più comune che ruba dati non è quello “strano”, è quello che sembra normale.
Il messaggio più comune: “bonus, rimborso o pratica in sospeso”
Nel mondo di bonus, detrazioni e agevolazioni (che si tratti di interventi edilizi, crediti d’imposta o comunicazioni su risparmi e rendimenti), la truffa più frequente oggi ha una forma semplice:
- Promette un vantaggio (rimborso, sblocco di un credito, aggiornamento di una pratica).
- Inserisce urgenza (“entro 24 ore”, “ultimo giorno utile”, “evita sanzioni”).
- Chiede un’azione immediata (cliccare un link, inserire dati, caricare documenti).
- Raccoglie informazioni personali (SPID, codice fiscale, IBAN, foto documento, OTP, accesso e-mail).
È la classica dinamica del phishing, declinata su ciò che in Italia “fa presa” in questo periodo: bonus e pratiche fiscali.
Perché funziona così bene (anche con persone attente)
Questi messaggi colpiscono perché intercettano tre situazioni molto comuni:
- Confusione normativa: tra scadenze, requisiti e aggiornamenti, è facile pensare “forse mi sono perso qualcosa”.
- Paura di perdere soldi: un “credito in scadenza” o un “rimborso bloccato” attiva l’ansia, e l’ansia accorcia il ragionamento.
- Aspetto realistico: testi puliti, linguaggio semi istituzionale, loghi imitati, firme credibili.
In più, quando si parla di bonus edilizi e crediti fiscali, molti sanno che esistono anche frodi complesse e controlli, quindi una comunicazione “severa” sembra persino plausibile.
I 9 segnali per riconoscerlo al volo
Quando ti arriva un messaggio su bonus, rimborsi o pratiche, scorri questa lista come fosse un piccolo “check mentale”:
- Urgenza aggressiva: “entro oggi”, “pena sospensione”, “ultima possibilità”.
- Link accorciati o strani: domini lunghi, pieni di numeri, o simili a siti noti ma con una lettera diversa.
- Richiesta di credenziali: nessuna procedura seria ti chiede di “verificare SPID” via SMS o chat.
- Richiesta di OTP o codici: l’OTP è la chiave della cassaforte, non va mai condivisa.
- Errori sottili: accenti mancanti, punteggiatura strana, formule troppo generiche (“Gentile utente”).
- Allegati inattesi: PDF o ZIP “documenti pratica”, spesso sono esche.
- Tono minaccioso o eccessivamente allettante: o ti spaventano o ti ingolosiscono, a volte entrambe le cose.
- Canale insolito: un bonus comunicato via chat o numero “cellulare” non verificabile è un campanello forte.
- Richiesta di pagamento: “tassa di sblocco”, “commissione minima”, “marca da bollo da versare subito”.
Come verificare senza farti trascinare
Qui la regola è semplice: non verificare “dentro” al messaggio, verifica “fuori”.
- Non cliccare il link, chiudi la conversazione.
- Vai tu sul sito o sull’app ufficiale che usi di solito, digitandola manualmente o tramite preferiti.
- Se il messaggio parla di una pratica, controlla se esiste davvero nella tua area personale.
- Se hai dubbi, usa i canali ufficiali di assistenza, evitando numeri presenti nel messaggio.
Un dettaglio pratico: se ti chiedono “carica il documento fronte retro per sbloccare”, fermati. Quella è una richiesta tipica per costruire furti d’identità.
Se hai già cliccato: cosa fare subito (senza panico)
Capita, soprattutto quando il messaggio arriva nel momento sbagliato. Se hai inserito dati o scaricato qualcosa:
- Cambia subito le password coinvolte, partendo dall’e-mail.
- Se hai condiviso codici o accessi, contatta la tua banca per blocchi e verifiche.
- Attiva o rafforza la verifica a due fattori dove possibile.
- Conserva screenshot e dettagli, poi valuta una segnalazione alle autorità competenti (in Italia, anche la Polizia Postale o la Guardia di Finanza possono essere riferimenti utili a seconda del caso).
Il punto chiave da ricordare
Il messaggio più pericoloso non è quello pieno di errori, è quello “quasi perfetto” che parla di bonus, crediti e pratiche con un linguaggio abbastanza credibile da farti fare un clic solo per “controllare”. Se ti abitui a cercare urgenza, link strani e richieste di credenziali, lo riconosci prima che sia lui a riconoscere te.




