C’è un momento, in inverno, che conosco fin troppo bene: apri la porta di casa, senti l’aria fredda che ti morde le caviglie e, senza pensarci, vai dritto al termostato. Lo spari al massimo. “Tanto recupera”. Ecco, proprio lì si nasconde l’errore banale che può farti spendere molto più del necessario.
L’errore che sembra furbo, ma ti presenta il conto
Il comportamento più comune, e più costoso, è questo: spegnere completamente i termosifoni quando esci e poi riaccenderli al massimo al rientro. Sulla carta sembra logico, perché “se non ci sono, non consumo”. Nella pratica, però, funziona spesso al contrario.
Quando lasci che la casa si raffreddi troppo, non stai solo raffreddando l’aria, stai raffreddando muri, pavimenti, mobili. E quando rientri, il sistema deve riportare tutto, non solo l’aria, a una temperatura confortevole. Risultato: picchi di lavoro più intensi e prolungati, quindi consumi che salgono.
In altre parole, non è come spegnere una lampadina. È più simile a far raffreddare completamente una pentola di acqua e poi doverla riportare a bollore ogni volta.
Perché “ripartire da zero” consuma di più
Il riscaldamento è un gioco di equilibrio e dispersioni. Se la temperatura interna crolla, aumenti la differenza con l’esterno, e quindi aumenti anche la velocità con cui il calore se ne va quando riaccendi.
E quando l’impianto riparte:
- la caldaia lavora a regimi più alti
- i termosifoni devono cedere calore più a lungo
- il comfort arriva tardi, e nel frattempo tendi a alzare ancora di più la temperatura
La strategia più efficiente, nella maggior parte delle case, è mantenere una base stabile e ragionevole, magari con una riduzione moderata quando non sei presente.
La soluzione pratica: abbassare, non spegnere
Se vuoi un criterio semplice e immediato, prova così:
- Imposta una temperatura di comfort quando sei in casa.
- Quando esci, abbassa di pochi gradi, invece di spegnere tutto.
- Programma la ripresa graduale prima del rientro, se hai un cronotermostato.
Il punto non è tenere caldo “per nessuno”, ma evitare che l’impianto debba fare una maratona ogni sera.
La temperatura che fa bene anche al portafoglio
Qui arriva un’altra abitudine che pesa parecchio: impostare temperature eccessive. Oltre i 20-21 °C, il consumo cresce rapidamente. Una regola pratica molto citata è che ogni grado in più può far aumentare i consumi di circa 5-7%.
Il compromesso più intelligente, quello che spesso ti fa dire “sto bene” senza vedere la bolletta impazzire, sta tra:
- 19 e 20 °C in soggiorno e stanze vissute
- un po’ meno nelle camere da letto, se ti piace dormire meglio (molti lo notano subito)
E sì, all’inizio 19 °C possono sembrare “pochi”, ma spesso è solo questione di abitudine, e di distribuire meglio il calore.
Il calore deve circolare: non soffocare i termosifoni
Un altro errore sottovalutato è coprire i termosifoni. Tende pesanti, divani piazzati davanti, copritermosifoni chiusi, mobili incastrati a pochi centimetri. Così l’aria calda non circola, resta intrappolata, e tu finisci per alzare il termostato per compensare.
Controlla questi punti:
- lascia spazio sopra e davanti al radiatore
- evita tende che lo coprono completamente
- se usi copritermosifoni, assicurati che siano molto aperti e traspiranti
Il riscaldamento domestico funziona anche grazie alla convezione: se blocchi il movimento dell’aria, stai frenando il sistema.
Manutenzione: il risparmio “invisibile” che si sente
Infine, c’è la parte meno glamour, ma decisiva: impianto poco manutenuto uguale consumi più alti.
Cose semplici che fanno la differenza:
- sfiatare i termosifoni se senti gorgoglii o zone fredde
- verificare che le valvole funzionino bene
- fare la revisione della caldaia nei tempi corretti
- valutare sistemi di regolazione più moderni (termostati programmabili, valvole termostatiche)
Mini checklist per tagliare gli sprechi (anche del 40-50%)
Se metti insieme questi accorgimenti, il miglioramento può essere enorme. Ecco la sintesi “da frigorifero”:
- Non spegnere tutto, riduci di pochi gradi
- Tieni la casa tra 19 e 20 °C
- Non superare 20-21 °C senza motivo
- Libera i termosifoni da ostacoli
- Cura manutenzione e aria nell’impianto
- Usa orari e programmazione, non “tutto al massimo”
La verità è che non serve vivere al freddo per risparmiare. Basta smettere di chiedere al riscaldamento di recuperare ogni giorno da zero, perché quel “colpo di calore” che sembra rassicurante, spesso è proprio ciò che raddoppia la bolletta.




