Attenzione con legge 104: ecco tutte le nuove agevolazioni e bonus 2026 che puoi richiedere

Se ti dico “dal 2026 cambia tutto”, so già cosa pensi: l’ennesima promessa vaga. E invece stavolta c’è una novità concreta che merita attenzione, perché riguarda la quotidianità di chi vive la disabilità o fa il caregiver: dal 1° gennaio 2026, con la Legge 106/2025, arrivano nuove agevolazioni legate alla Legge 104, tra permessi più flessibili, tutele lavorative più forti e qualche taglio che conviene conoscere prima di fare piani.

Cosa cambia davvero dal 1° gennaio 2026

La sensazione è quella di un pacchetto che prova a rendere più pratico ciò che, finora, era spesso un percorso a ostacoli. Le novità principali puntano su tre parole chiave: tempo, lavoro, semplificazione.

Le misure più attese sono:

  • 10 ore aggiuntive annue di permesso retribuito per visite, esami e terapie, da sommare ai classici 3 giorni mensili già previsti dalla 104. Queste ore diventano preziose quando hai appuntamenti che non stanno “dentro” i tre giorni, o quando devi spezzare le giornate tra lavoro e visite.
  • Priorità per lo smart working (quando compatibile con la mansione) per lavoratori con disabilità, caregiver e chi assiste un familiare con handicap grave (art. 3 comma 3). Non è un “diritto automatico” in ogni contesto, ma cambia l’ordine di priorità e il peso delle richieste.
  • Congedo straordinario fino a 24 mesi, continuativi o frazionati, con conservazione del posto e, al rientro, priorità nella richiesta di lavoro agile.

In più, arriva una tutela nuova per chi lavora in proprio: l’estensione di garanzie ai lavoratori autonomi, con possibilità di sospendere l’attività fino a 300 giorni in caso di malattia grave.

A chi spettano queste misure (e perché è qui che si sbaglia spesso)

Qui vale la regola d’oro: prima di fare domanda, verifica che il verbale e la categoria siano quelli giusti. I beneficiari più ricorrenti includono:

  • persone con invalidità civile >33% o riconoscimenti specifici di handicap e gravità;
  • persone non vedenti o sorde;
  • persone con gravi limitazioni nella deambulazione, pluriamputazioni o ridotte capacità motorie;
  • familiari e caregiver (genitori, coniugi, partner e parenti entro il terzo grado, a seconda dei casi).

Attenzione anche al tema “a carico”: un familiare può usufruire di alcune agevolazioni se la persona con disabilità è fiscalmente a carico, entro limiti di reddito (2.840,51 euro annui, o 4.000 euro se sotto i 24 anni).

Permessi 104: cosa cambia nella pratica con le 10 ore extra

La novità delle 10 ore annue sembra piccola, ma è la classica cosa che cambia la settimana. Immagina un ciclo di terapie, un esame periodico, una visita specialistica fuori città. Quelle ore diventano una riserva “chirurgica”, da usare senza dover bruciare giornate intere.

Un modo utile per gestirle è:

  1. tenere un calendario sanitario annuale (anche semplice, su smartphone),
  2. usare prima i permessi “a ore” per gli impegni brevi,
  3. riservare i 3 giorni mensili ai periodi più intensi.

Smart working: non è magia, ma diventa una leva reale

La priorità allo smart working non significa che ogni lavoro si possa svolgere da remoto. Però sposta l’equilibrio: se l’attività è compatibile, la richiesta non parte più da “favore”, ma da un quadro di tutele più forte. In tante aziende, questo incide anche sulle policy interne e sulla velocità di risposta.

E se vuoi approfondire il contesto normativo e sociale che ruota attorno a questi diritti, un passaggio utile è capire cosa si intenda per disabilità.

Congedo straordinario: fino a 24 mesi (e cosa significa al rientro)

Il congedo straordinario fino a 24 mesi, continuativo o frazionato, è uno degli strumenti più pesanti, nel senso migliore: ti permette di reggere periodi lunghi di cura senza perdere il lavoro. La novità rilevante è anche “dopo”: conservazione del posto e priorità al lavoro agile al rientro, quando applicabile.

Il consiglio pratico è non improvvisare: raccogli documentazione sanitaria, verifica l’ordine di accesso ai benefici e valuta con un CAF o con INPS quale combinazione tra permessi e congedo sia più sostenibile.

Agevolazioni fiscali confermate: auto, ausili e detrazioni

Qui il 2026 non stravolge, ma conferma misure molto richieste, soprattutto lato mobilità.

AgevolazioneCosa prevedeRequisiti tipici
IVA al 4% autoRiduzione sul prezzo d’acquisto, cumulabile con altre misureHandicap psichico/mentale con indennità, non vedenti/sordi, gravi deambulatori, pluriamputati (adattamento obbligatorio per ridotte capacità motorie)
Detrazione 19% IRPEFRecupero fiscale sul costo del veicoloDisabile o familiare avente diritto
Esenzione bolloRiduzione dei costi annualiIn base a categoria e requisiti regionali
Ausili e strumentiIVA agevolata su dispositivi per autonomia e comunicazioneTitoli e prescrizioni coerenti con la 104

La nota “amara”: bonus barriere architettoniche ridotto

Qui bisogna essere chiari, perché è la parte che può sorprendere: la detrazione del 75% per le barriere architettoniche termina a fine 2025. Dal 2026, la percentuale scende:

  • 50% per abitazioni principali,
  • 36% per seconde case.

Questo non significa “stop ai lavori”, ma cambia la convenienza. Se stai programmando interventi importanti (rampe, ascensori, adeguamenti), fare una simulazione economica prima del 2026 può essere decisivo.

Come muoversi senza errori: una mini check-list

  • Controlla il verbale e la dicitura di gravità (se serve art. 3 comma 3).
  • Valuta se ti conviene usare prima permessi, poi congedo, o una combinazione.
  • Prepara documentazione sanitaria aggiornata.
  • Verifica procedure e modulistica, perché dal 2026 entrano anche semplificazioni: INPS come unico accertatore e invio digitale delle certificazioni tramite medico di base e Sistema Tessera Sanitaria.

Il punto è questo: dal 2026 non arriva solo “un bonus in più”, arriva un modo più elastico di gestire cura e lavoro, con tutele rafforzate e una semplificazione che, se funzionerà davvero, farà risparmiare tempo e stress. Ma serve arrivarci preparati, perché la differenza la fa sempre un dettaglio sul verbale, una scadenza o un requisito dimenticato.

Redazione Riso News

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