Attenzione a questo simbolo sul libretto di circolazione: ecco cosa significa e quando rischi multe

Ti è mai capitato di tirare fuori il libretto di circolazione dal cruscotto e, proprio mentre lo apri in fretta davanti a un controllo, di inciampare in una sfilza di lettere e numeri che sembrano una lingua segreta? Ecco, quel “simbolo” che molti ignorano non è un dettaglio da nerd dell’auto, è spesso la chiave che decide se sei perfettamente in regola o se rischi una multa evitabile.

Il “simbolo” che spaventa, in realtà è un codice della legenda

Quando si parla di simbolo sul libretto, nella maggior parte dei casi ci si riferisce a uno dei codici alfanumerici (A, B, C, E, G, J, O e simili) spiegati nella legenda. La legenda è quella tabella standardizzata, spesso sul retro o in un’area dedicata, che “traduce” ogni sigla in un dato preciso.

Non è un vezzo burocratico. È un formato armonizzato a livello europeo (direttiva UE 1999/37/CE) per rendere chiaro, a chiunque controlli, quali siano le caratteristiche tecniche e amministrative del veicolo.

In pratica, la legenda ti dice: “Questo è ciò che l’auto è autorizzata a essere e a fare”.

Perché la legenda è così importante (anche se non sembra)

Il libretto serve a dimostrare l’idoneità alla circolazione e la corrispondenza tra ciò che l’auto dichiara e ciò che l’auto è davvero. È cruciale in tre momenti tipici:

  • Controlli su strada, quando l’agente confronta dati e uso reale.
  • Revisione, quando emergono incoerenze tecniche o limiti superati.
  • Compravendita, quando un dato sbagliato o non coerente fa saltare trattative o crea problemi successivi.

Il punto è semplice: se tu utilizzi il veicolo oltre i limiti scritti lì, non è “una dimenticanza”, è una violazione.

Dove guardare: i quadranti e i codici che contano davvero

La facciata anteriore del libretto è spesso organizzata per aree, chiamiamole quadranti, in cui i codici hanno un senso logico. Quelli più “delicati”, cioè quelli che possono trasformarsi in sanzioni, sono spesso questi:

  1. Primo quadrante, identità e proprietà
  • A, targa
  • B, data di prima immatricolazione
  • C.1, intestatario del veicolo
  1. Secondo quadrante, dati tecnici e omologativi
  • D, marca e modello
  • E, numero di telaio (VIN)
  • P.2, potenza
  • K, riferimento di omologazione
  1. Codici che incidono su carichi e traino
  • G, massa in ordine di marcia (spesso percepita come “peso auto”, ma è un dato preciso)
  • J.1, categoria e destinazione d’uso
  • O.1/O.2, massa rimorchiabile (frenato e non frenato)

Se dovessi scegliere “il simbolo” più sottovalutato, direi proprio la coppia O.1 e O.2. Perché basta un rimorchio un po’ più pesante del consentito, o un carico non calcolato bene, e la differenza la paghi al posto di blocco.

Quando rischi multe, in modo concreto

Qui vale una regola molto pratica: rischi quando il tuo uso reale non coincide con ciò che il libretto autorizza.

Ecco gli scenari più comuni:

  • Traino oltre i limiti (O.1/O.2): se il rimorchio, a pieno carico, supera la massa indicata, l’infrazione è diretta. Non importa che “ti sembrasse leggero”.
  • Uso non coerente con la categoria (J e J.1): ad esempio, utilizzare il veicolo per un impiego diverso da quello consentito, soprattutto in contesti lavorativi o di trasporto specifico.
  • Dati identificativi non corrispondenti (A ed E): targa e telaio devono combaciare con il veicolo. In caso di incongruenze, scattano verifiche e possibili contestazioni.
  • Modifiche tecniche non riportate: se il mezzo è stato alterato in modo rilevante senza aggiornare i dati, può emergere in controllo o in revisione.
  • Masse e carichi ignorati (G e dati collegati): il sovraccarico, anche “di poco”, è uno dei classici errori da fretta.

Un mini controllo da fare in 60 secondi (prima che serva davvero)

Quando hai il libretto in mano, prova questa check-list veloce:

  • Controlla A e B, targa e data, giusto per orientarti.
  • Verifica E, soprattutto se stai acquistando un usato.
  • Se traini, fotografa e memorizza O.1/O.2, sono i tuoi limiti reali.
  • Dai un’occhiata a J.1, per capire se l’uso che fai è coerente.

Il “simbolo” sul libretto, alla fine, non è misterioso. È un promemoria scritto nero su bianco: entro questi parametri sei tranquillo, oltre inizi a giocare con multe, fermi e contestazioni che, te lo assicuro, arrivano sempre nel momento meno comodo.

Redazione Riso News

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