Ti è mai capitato di aprire un cassetto e trovare posate annerite, una vecchia collana, un bracciale rotto, magari un servizio “della nonna”? A quel punto scatta la domanda, quanto vale davvero tutto questo argento usato oggi, e perché alcuni negozi sembrano parlare una lingua diversa quando ti fanno il prezzo?
La cifra che ti interessa davvero (e come leggerla)
Partiamo dal punto che cambia tutto: l’argento non ha “un” prezzo unico. Conta la purezza, cioè il titolo espresso in millesimi (999, 925, 800 e così via). La quotazione si muove ogni giorno seguendo il mercato internazionale, ma a livello pratico la domanda che vuoi risolvere è semplice: quanto mi pagano al grammo e quanto fa al chilo?
Al 27 gennaio 2026, le valutazioni realistiche per chi vende materiale destinato a fusione si collocano grosso modo tra 2,40€ e 3,05€ al grammo, a seconda della titolazione. Tradotto: 2.400-3.000€ al chilo.
Quotazioni aggiornate al 27 gennaio 2026
Ecco una fotografia chiara, con fasce di prezzo coerenti con le quotazioni collegate alle borse mondiali (valori indicativi, prima di eventuali commissioni e scarti tecnici):
| Tipologia | Prezzo al grammo (€) | Prezzo al chilo (€) |
|---|---|---|
| 999/1000 (puro) | 3,01 – 3,05 | 3.010 – 3.050 |
| 925/1000 | 2,79 – 2,80 | 2.790 – 2.800 |
| 900/1000 | 2,73 | 2.730 |
| 835/1000 | 2,53 | 2.530 |
| 800/1000 | 2,41 – 2,43 | 2.410 – 2.430 |
Dietro questi numeri c’è il prezzo spot, spesso collegato a mercati come il COMEX, e convertito in euro. Un promemoria utile: 1 oncia troy è 31,1 g.
Perché alcune offerte scendono a 0,50-1,00€/g
Se ti propongono 0,50-1,00€ al grammo (cioè 500-1.000€ al chilo), non è magia nera: è un modello di business aggressivo. In mezzo ci sono costi reali, ma anche margini molto ampi.
I motivi più comuni che “abbassano” la proposta sono:
- Fusione e raffinazione, soprattutto se il materiale è misto, sporco, con pietre, colle o parti non metalliche.
- Scarto tecnico, perché non tutto ciò che pesa è argento recuperabile al 100%.
- Rischio di mercato, se chi compra vuole proteggersi da oscillazioni.
- Margine commerciale, quando la percentuale trattenuta è semplicemente molto alta.
Il punto non è demonizzare nessuno, ma capire la regola del gioco: tu stai vendendo un metallo con un valore di riferimento pubblico, e loro ti stanno offrendo una percentuale di quel valore.
Come farti pagare vicino al valore reale
Qui è dove puoi fare davvero la differenza, senza stress e senza “sensazioni a pelle”.
- Separa per titolo: 925 con 925, 800 con 800. Mischiare abbassa la media.
- Controlla i punzoni (925, 800, 835), e se mancano chiedi un test del titolo.
- Pesa tu stesso con una bilancia precisa, anche da cucina, e annota i grammi.
- Chiedi esplicitamente: “Mi paghi in percentuale della quotazione di oggi? Quanto percento?”
- Fai almeno 3 preventivi e confronta euro/grammo, non la cifra totale.
- Diffida delle offerte “a scatola chiusa” senza pesata trasparente e senza spiegazione di eventuali trattenute.
In genere, un compratore competitivo tende a posizionarsi vicino al 90-95% della quotazione di riferimento, tenendo conto dei costi. Molto sotto, spesso significa che stai regalando valore.
Un esempio rapido che chiarisce tutto
Immagina di avere 400 g di argento 925. Con una fascia di 2,79-2,80€/g, il valore teorico è circa 1.116-1.120€. Se ti offrono 1,00€/g, scendi a 400€. La differenza non è un dettaglio, è il motivo per cui conviene informarsi prima di uscire di casa.
Alla fine, vendere argento usato non è complicato, basta sapere quale numero guardare, e soprattutto quale domanda fare al banco: “Su quale quotazione mi stai pagando, e con quale percentuale?”




