Se hai questi francobolli italiani del 1955 potresti avere una fortuna nascosta nel cassetto

Capita più spesso di quanto pensi: apri un cassetto, trovi una bustina dimenticata, e ti viene il dubbio che “se hai questi francobolli italiani del 1955” potresti davvero avere una piccola fortuna nascosta. Il bello è che non serve essere esperti, basta imparare a guardare tre o quattro dettagli chiave, quelli che trasformano un pezzetto di carta in un oggetto da collezione.

Perché proprio il 1955 può sorprendere

Il 1955 non è un anno “mitico” solo perché lontano, ma perché l’Italia emise diverse serie molto seguite dai collezionisti. In molti casi il valore non esplode, però può diventare interessante quando hai serie complete, condizioni perfette o varianti di stampa.

E qui arriva la parte che spesso spiazza: due francobolli identici a prima vista possono valere cifre molto diverse, solo per una gomma più integra o una dentellatura più regolare.

Le serie del 1955 da controllare subito

Se stai sfogliando un album o una scatola, queste sono le famiglie “da tenere d’occhio”:

  • Italia al Lavoro (serie ordinaria): molto diffusa, quindi spesso vale poco in singolo, ma diventa più interessante in serie o con particolarità.
  • Siracusana: include anche alti valori (per esempio il 100 Lire), che tendono a essere più ricercati, soprattutto se nuovi.
  • Commemorativi e speciali: emissioni dedicate a personaggi e anniversari, come Mazzini o Silvio Pellico, che possono avere un mercato più vivace se in ottimo stato o in serie.

Se ti stai chiedendo “ok, ma quanto valgono davvero?”, la risposta più onesta è: dipende, ma possiamo restringere il campo con metodo.

Quanto valgono: una bussola realistica

Molti francobolli del 1955, presi singolarmente e in condizioni comuni, si muovono su cifre contenute. Però l’insieme cambia le regole del gioco.

Cosa hai tra le maniCosa aspettarti (indicativo)Perché
Singoli esemplari comuni usatida pochi centesimi a pochi euroalta disponibilità
Singoli esemplari nuovi ben conservatiqualche euro, a volte di piùgomma e freschezza contano
Annata completa (circa 46 valori)spesso nell’ordine di decine di eurocollezione più “vendibile”
Varianti, bobine, particolaritàpuò salire sensibilmenterarità e domanda

Un esempio concreto che aiuta: un alto valore della Siracusana in condizioni nuove può avere una quotazione più interessante rispetto a tagli bassi diffusissimi.

I dettagli che fanno davvero la differenza

Se dovessi scegliere un’unica cosa da controllare, sarebbe questa: lo stato di conservazione. È il confine tra “curiosità” e “valore”.

Ecco la checklist pratica che uso quando mi capita di valutare una piccola raccolta:

  1. Nuovo o usato: un francobollo nuovo con gomma integra tende a valere di più di uno usato.
  2. Gomma e linguella: gomma fresca e non alterata è un punto forte, la linguella può incidere sul valore.
  3. Centratura: se il disegno è ben centrato dentro la dentellatura, l’occhio del collezionista si accende.
  4. Dentellatura: denti completi, non strappati, non “mangiati”.
  5. Pulizia: niente macchie, pieghe, assottigliamenti, ingiallimenti.
  6. Busta viaggiata: a volte una busta con annullo leggibile e coerente può essere più interessante del singolo francobollo.

La “chicca” del 1955: bobine e filigrane

Qui arriva la parte più affascinante, quella da “caccia al tesoro”. Alcuni valori di Italia al Lavoro esistono anche in versioni per bobine (pensate per macchinette distributrici). In certi casi si trovano con filigrana ruotata e tirature più limitate rispetto alle emissioni standard.

Non è detto che tu ce l’abbia, ma vale la pena controllare, perché queste particolarità sono proprio quelle che possono far cambiare categoria al tuo ritrovamento.

Come capire il valore senza farsi illusioni (o fregare)

Se vuoi una risposta solida, il percorso migliore è semplice:

  • Consulta un catalogo di riferimento di filatelia e confronta numero, varietà e quotazioni.
  • Se trovi qualcosa di promettente, fai foto nitide fronte e retro, soprattutto del retro per la gomma.
  • Valuta una perizia solo quando ha senso, cioè su pezzi che potrebbero davvero valere la spesa.

La conclusione, quella che lascia il lettore soddisfatto, è questa: sì, nel cassetto potresti avere una piccola fortuna, ma di solito la “fortuna” nasce dall’incrocio tra serie giusta, condizione eccellente e, ogni tanto, una variante inattesa. E proprio per questo controllare quei francobolli del 1955 è una di quelle verifiche che vale sempre la curiosità.

Redazione Riso News

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