Succede sempre così: una sera accendi la TV, vai “a memoria” sul tuo canale preferito e, al posto del programma, trovi uno schermo nero o un messaggio tipo “nessun segnale”. Panico? Non per forza. Nel 2026 il digitale terrestre italiano entra in una fase di riassetto che può far “sparire” alcuni canali, ma spesso è solo un gioco di spostamenti, nuove frequenze e compatibilità.
Perché nel 2026 alcuni canali sembreranno sparire
Il punto non è che la televisione stia chiudendo i battenti, anzi. Il cambiamento nasce dalla transizione verso standard più moderni, in particolare DVB-T2 e compressione HEVC, che permettono una gestione più efficiente della banda e, potenzialmente, una qualità migliore.
Il rovescio della medaglia è semplice: quando cambiano le “corsie” tecniche (frequenze e multiplex), alcuni televisori o decoder meno aggiornati, o alcuni impianti d’antenna non ottimizzati, fanno fatica a seguire il nuovo assetto.
La lista dei canali più a rischio (quelli che potresti non trovare più dove te li aspetti)
Se l’idea è “quali canali potrebbero sparire dal mio televisore”, ecco quelli spesso indicati come più esposti a spostamenti o cambi di multiplex, quindi più soggetti a sparire temporaneamente dopo gli aggiornamenti:
- Canale 227 (LCN 227)
- RTL 102.5 Caliente (LCN 233 e 533)
- Canale 235 (LCN 235)
- Gambero Rosso (LCN 257)
- Radiofreccia (LCN 258 e 532)
A questi si aggiunge un gruppo di canali Rai che, nelle migrazioni tecniche, può risultare più frequentemente coinvolto in riordini o riallineamenti:
- Rai Scuola
- Rai Storia
- Rai Movie
- Rai Premium
- Rai 4
Non significa che siano “in chiusura”. Significa che potresti doverli rincorrere per qualche giorno, o ritrovarli su una numerazione diversa dopo una risintonizzazione.
Cosa vuol dire davvero “sparire” (e perché la parola inganna)
Quando senti dire che un canale “sparisce”, nella maggior parte dei casi sta succedendo una di queste cose:
- Cambio di posizione LCN, quindi il canale c’è, ma non è più al numero di prima.
- Cambio di multiplex, cioè passa in un altro contenitore tecnico e, finché non risintonizzi, il TV resta “fermo” alla vecchia mappa.
- Visibilità limitata ai dispositivi compatibili HEVC, quindi su un televisore vecchio può diventare invisibile, mentre su uno più recente è regolare.
- Necessità di risintonizzazione automatica o manuale, perché l’ordinamento non si aggiorna da solo o si aggiorna male.
In pratica, la sensazione di perdita nasce spesso da un dettaglio tecnico, non da una decisione editoriale.
Perché a casa tua sì, e a casa di un amico no
Una delle cose più frustranti è questa: tu non vedi un canale, il vicino lo vede. È normale, perché la ricezione dipende da fattori molto concreti:
- Compatibilità del televisore o decoder con HEVC e con i profili richiesti nel 2026
- Zona geografica, perché gli interventi possono avvenire per aree e non esiste una lista unica “perfetta” per tutta Italia
- Impianto d’antenna, soprattutto se vecchio o con componenti che attenuano alcune frequenze
- Presenza di centraline e amplificatori non aggiornati o tarati su assetti precedenti
A volte basta una risintonizzazione, altre volte serve che l’impianto venga controllato, senza drammi ma con un minimo di metodo.
Il promemoria pratico (così non resti al buio)
Se nel 2026 noti buchi improvvisi nella lista canali, questa mini check-list evita perdite di tempo:
- Verifica nelle impostazioni del TV la voce su codec HEVC o “nuovi standard”
- Esegui una risintonizzazione automatica, poi, se necessario, una manuale
- Controlla se i canali “spariti” sono finiti in fondo lista o duplicati
- Se il problema riguarda molti canali insieme, considera un controllo dell’antenna e dei dispositivi a monte
Attenzione anche a Tivùsat: cosa cambia nel 2026
Nel 2026 sono previste modifiche importanti anche su Tivùsat: diverse smart card attualmente in circolazione potrebbero cessare di funzionare. Qui l’effetto è ancora più netto, perché non è un “cambio di numero”, ma un accesso che può interrompersi se la card non è compatibile con i nuovi requisiti.
La buona notizia è che, con un po’ di preparazione, l’allarme rientra: molti canali non spariscono davvero, semplicemente traslocano. E nel digitale terrestre, i traslochi sono più frequenti di quanto sembri.




